L’evoluzione della disciplina dei contratti pubblici sotto soglia e il rischio corruttivo
Sommario: 1. Introduzione. – 2. Le deroghe alla normativa ordinaria, tra criteri di aggiudicazione esecuzione anticipata del contratto e stand still. – 3. L’esclusione automatica delle offerte anomale. – 4. Il depotenziamento del principio di rotazione. – 5. Il conflitto di interessi e le ricadute della sua disciplina. – 6. Il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione. – 7. La transizione digitale e le disparità applicative. – 8. Conclusioni.
Abstract: il rapporto tra la prevenzione della corruzione e la contrattualistica pubblica ha spesso rappresentato un complesso campo di intervento per il legislatore, a fronte dello stretto legame che intercorre tra i due ambiti. La necessità di porre l’attenzione sui contratti sotto soglia, che sono i più numerosi, deriva dalla loro disciplina più flessibile, che facilita l’annidarsi del germe corruttivo. L’analisi è volta a inquadrare luci e ombre di una normativa che, da un lato, si pone l’obiettivo di individuare l’equilibrio tra efficienza, tempestività e prevenzione della corruzione, e, dall’altro, può generare effetti diversi a seconda del contesto in cui viene applicata.
The relationship between corruption prevention and public procurement has often presented a complex challenge for the legislator, given the close link between the two areas. The need to focus on contracts below the European threshold – the most common type– stems from their more flexible regulatory framework, which may facilitate the breeding of corruption. The analysis aims to highlight the pros and cons of legislation that, on the one hand, aims to strike a balance among efficiency, timeliness, and the prevention of corruption, but, on the other hand, can produce different outcomes depending on the context in which it is applied.