Fragilità economica, Welfare sanitario e Mezzogiorno Strumenti attuativi per la valorizzazione delle componenti socioeconomiche della Vicinanza della Salute

08.04.2026

Fragilità economica, Welfare sanitario e Mezzogiorno Strumenti attuativi per la valorizzazione delle componenti socioeconomiche della Vicinanza della Salute

Sommario: 1. Vicinanza della salute e determinanti socioeconomiche. – 1.1 La Vicinanza della salute come framework di riferimento. – 1.2 Misurare la Vicinanza per orientare gli interventi. – 1.3 Dominio “Fragilità economica”. – 1.4 Dominio “Omogeneità territoriale”. – 2. Fragilità economica e disuguaglianze territoriali. – 2.1. Forme di povertà vecchie e nuove. – 2.1.1 Rinuncia a prestazioni sanitarie. – 2.1.2 Persone in condizione di povertà assoluta. – 2.1.3 Persone in condizione di povertà energetica. – 2.1.4 Lavoratori dipendenti con bassa paga. – 2.1.5 Persone a rischio di povertà. – 2.1.6 Persone in condizione di grave deprivazione materiale e sociale. – 2.2. L’impatto della Fragilità economica sulla rinuncia alle cure. – 2.3 Scenari di rischio tra Fragilità economica e povertà in Italia. – 3. Welfare sanitario e Mezzogiorno. -3.1. Il ruolo del welfare sanitario nella riduzione delle disuguaglianze di salute. – 3.2. Lo sviluppo del welfare sanitario nel Mezzogiorno. – 3.3. Lo sviluppo industriale e le opportunità per il Mezzogiorno. – 4. Conclusioni e Proposte di policy.

 

Abstract: In attuazione delle priorità individuate dall’Osservatorio Salute Benessere e Resilienza attraverso la propria indagine sulla “Vicinanza della Salute”, adottando una prospettiva Health in All Policies, si propone una visione integrata in cui le politiche industriali e quelle sociali e di salute siano allineate, in modo da incentivare attraverso lo sviluppo economico anche lo sviluppo di un sistema di welfare nei territori del Mezzogiorno, con effetti positivi sull’occupazione, sulla qualità del lavoro, sull’inclusione sociale e sullo stato di salute e benessere della popolazione. In Italia, si assiste in questi anni ad una crescente diffusione di vecchie e nuove forme di povertà (economica, energetica, educativa, lavorativa, per citarne alcune) che si distribuiscono in maniera asimmetrica sul territorio nazionale, ricalcando la capacità produttiva espressa dal territorio. Ne conseguono criticità strutturali non solo di natura socioeconomica, ma anche sotto il profilo di salute e benessere in termini di fenomeni di migrazione interna e di capacità di accesso alle cure. Le iniziative di sviluppo industriale e produttivo in Italia risultano fortemente concentrate nelle aree del Centro-Nord, in particolare nel Nord-Est e nel Lazio, a cui fa seguito proporzionalmente la diffusione delle iniziative di welfare privato, come Fondi Sanitari integrativi, fondi pensione e altri benefit aziendali. Tale concentrazione asimmetrica del tessuto produttivo riproduce nel tempo e, in alcuni casi, amplifica i divari sociali, economici, culturali e di accesso alla salute ormai divenuti strutturali tra le diverse macroaree del Paese, lasciando il Mezzogiorno in una posizione di persistente svantaggio. Il presente lavoro evidenzia come la transizione industriale identificata per il Sud Italia, favorita dalla nuova programmazione europea e da politiche di coesione più mirate che trovano nella ZES Unica un caso applicativo esemplare, possa rappresentare una leva cruciale non solo per lo sviluppo economico, ma anche per migliorare lo stato di salute e benessere della popolazione inducendo una maggiore diffusione degli strumenti di welfare sanitario integrativo in grado di ridurre sensibilmente il fenomeno di rinuncia alle cure per motivi economici.

In line with the priorities identified by the Health, Wellbeing and Resilience Observatory through its “Nearness of Health” analysis, and adopting a Health in All Policies perspective, this contribution proposes an integrated vision in which industrial, social and health policies are brought into coherence. Such alignment seeks to harness economic development as a driver for strengthening territorial welfare systems across Southern Italy, thereby generating positive effects on employment, job quality, social inclusion, and the overall health and well-being of the population. In recent years, Italy has witnessed a growing diffusion of both traditional and emerging forms of poverty (economic, energy-related, educational and labour-related, among others) which are unevenly distributed across the country and mirror territorial disparities in productive capacity. These dynamics generate structural vulnerabilities not only of a socioeconomic nature, but also in terms of health and well-being, as reflected in internal migration flows and differential access to healthcare services. Industrial and productive development initiatives in Italy remain heavily concentrated in Central and Northern regions, particularly in the North-East and in Lazio. This territorial pattern corresponds to the distribution of private welfare instruments, such as supplementary Health Funds, Pension Funds and corporate benefit schemes, which expand proportionally within more developed productive ecosystems. Over time, this asymmetric concentration of industrial capacity reproduces and, in some cases, exacerbates structural social, economic, cultural and health-access divides among the country’s macro-areas, perpetuating the enduring disadvantage of the Mezzogiorno. This study illustrates how the industrial transition envisioned for Southern Italy, supported by the new European programming cycle and by more targeted cohesion policies, exemplified by the establishment of the Single Special Economic Zone (Single SEZ), may constitute a pivotal lever not only for economic development but also for improving population health and well-being. Specifically, it argues that such a transition could foster a broader diffusion of supplementary health welfare tools capable of substantially reducing the incidence of unmet healthcare needs due to financial constraints.

 

 

di Duilio Carusi, Rossella Boccia, Giulia D'Avanzo, Ludovica Romoli


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