L’alternanza scuola-lavoro e il no-profit. Il caso del Progetto “Apprendisti Ciceroni” del FAI

09.11.2017

L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, compresi i licei, è una delle innovazioni più significative della legge n. 107 del 2015[1] in linea con il principio della scuola aperta. La riforma della “Buona Scuola” ha l’obiettivo di colmare il deficit di formazione on the job del nostro sistema scolastico attraverso il rilancio, all’interno dell’offerta formativa tradizionale, di modelli pratici di “apprendimento permanente” (lifelong learning), con il duplice obiettivo di contrastare il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro e di favorire la comunicazione intergenerazionale.

Nell’anno scolastico 2014/2015, prima dell’introduzione dell’obbligatorietà dell’alternanza, a livello nazionale hanno partecipato a programmi di alternanza 273.000 studenti e il 54% delle scuole[2].

Nell’anno scolastico 2015/2016 si è registrato un incremento del 139% del numero di ragazzi coinvolti (652.641), nonché delle scuole interessate (passate dal 54% al 96%). I percorsi di alternanza attivi sono aumentati da 11.585 a 29.437 (+154%) e le strutture ospitanti sono state 149.795 (+41%).

Per quanto riguarda la tipologia delle strutture ospitanti, gli studenti hanno partecipato all’alternanza in imprese (36,1%), a scuola con l’impresa simulata o svolgendo attività interne, ad esempio nelle biblioteche (12,4%), nelle Pubbliche Amministrazioni (8,5%), nel settore No Profit (7,6%) e per la restante percentuale in studi professionali, ordini e associazioni di categoria.

Nell’ambito del No Profit emerge la best practice del FAI – Fondo Ambiente Italiano, che da anni offre ai giovani, con il progetto “Apprendisti Ciceroni”, un’esperienza sul campo di cittadinanza attiva per la valorizzazione e la tutela del patrimonio artistico e naturale del nostro Paese.

Il FAI è una Fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975 che si occupa di promuovere l’educazione, l’amore e la conoscenza del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione e di vigilare sulla tutela dei beni ambientali e culturali. Nella convinzione che gli studenti debbano essere i destinatari primi di questo impegno, il mondo della scuola rappresenta da sempre un interlocutore naturale per la Fondazione, che non a caso nell’ottobre 2003 ha stipulato un Protocollo d’Intesa con il MIUR[3].

A ulteriore conferma dello stretto legame esistente tra il FAI e la scuola, nell’ottobre 2016 il FAI è stato inserito dal MIUR nel programma “I Campioni dell’Alternanza”, che ha coinvolto un gruppo di 16 organizzazioni nel racconto e nella diffusione dell’alternanza scuola-lavoro attraverso progetti di qualità e percorsi innovativi. Il FAI, quale ente appartenente al Terzo Settore, ha infatti pieno titolo per partecipare all’alternanza che declina nell’ambito del progetto “Apprendisti Ciceroni”.

Il progetto “Apprendisti Ciceroni” è nato già nel 1996, prima della Buona Scuola, ed è divenuto ben presto un vero e proprio fiore all’occhiello del FAI Scuola[4] che negli anni ha coinvolto migliaia di studenti in progetti di valorizzazione dei beni artistici e paesaggistici italiani. In particolare, il progetto offre un ricco percorso di formazione che alterna ore di studio in aula a ore di apprendimento sul campo, permettendo ai ragazzi di vivere in prima persona sia l’esperienza della gestione di un museo, sia gli aspetti legati all’accoglienza dei visitatori, alla gestione della biglietteria e del bookshop, sia quelli più strettamente attinenti ai percorsi di visita, all’accompagnamento e alla guida all’interno del bene culturale.

Nell’ambito del programma Alternanza Scuola-Lavoro, gli Apprendisti Ciceroni svolgono la loro attività nei beni del FAI aperti al pubblico, in occasione di importanti eventi nazionali dedicati ai beni culturali organizzati dalla Fondazione, come le Giornate FAI di Primavera[5]. A tale riguardo, nell’ultimo decennio a livello nazionale si è assistito a una crescente partecipazione degli studenti in qualità di Apprendisti Ciceroni alle Giornate Fai di Primavera, così come emerge dal grafico sottostante.

 

Fonti: Rapporti Annuali del FAI

 

Questo trend risulta perfettamente coerente con la crescita del fenomeno dell’alternanza a livello nazionale negli ultimi anni. In particolare, si può notare come l’introduzione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro abbia fortemente contribuito all’incremento della partecipazione degli studenti al progetto “Apprendisti Ciceroni”, passati da 22.000 nel 2015 a 27.000 nel 2016 (+23%). Questo andamento è destinato a proseguire nel tempo, tramite le iniziative promosse dal FAI in sinergia con la riforma della “Buona Scuola”, come dimostrato dal successo record del 2017 con 30.000 ragazzi coinvolti nelle Giornate FAI di Primavera.

Il FAI partecipa pertanto con successo al programma Alternanza Scuola-Lavoro, coerentemente con la sua mission di educare alla tutela dell’ambiente e del paesaggio storico-artistico della nazione.

 

[1] Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”. Pubblicata nella Gazz. Uff. del 15-07-2015, n.162.

[2] Rielaborazione di dati contenuti nella piattaforma dedicata all’alternanza scuola-lavoro: http://www.istruzione.it/alternanza/

[3] Protocollo d’intesa stipulato tra il MIUR – Direzione Generale per lo status dello studente, per le politiche giovanili e per le attività motorie – e il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in data 9 ottobre 2003, successivamente rinnovato nel 2007 e nel 2010.

[4] Il Settore Scuola Educazione del FAI, insieme alle Delegazioni territoriali, propone a insegnanti e studenti molteplici progetti per la scoperta, la ricerca, la presa in carico dell’arte e del paesaggio italiani. Particolari proposte di visita scolastica, concorsi sull’esplorazione del territorio, progetti di educazione ambientale e di educazione al patrimonio storico-artistico, laboratori, coinvolgono ogni anno migliaia di studenti nella scoperta e nella difesa del bello che li circonda, attraverso un approfondimento fondato sull’osservazione, la ricerca e la progettualità.   http://www.fondoambiente.it/Cosa-facciamo/Index.aspx?q=fai-scuola-settore-scuola-educazione

[5] La “Giornata FAI di Primavera” rappresenta un grande evento nazionale, con cui il FAI coinvolge gli studenti di ogni ordine e grado in qualità di Apprendisti Ciceroni per presentare al pubblico particolari aspetti dei luoghi di interesse storico-artistico o paesaggistico normalmente non visitabili, eccezionalmente aperti. La partecipazione attiva dei ragazzi è quindi una caratteristica fondamentale della Giornata FAI di Primavera: una straordinaria occasione per coinvolgere in un grande progetto il mondo della scuola e quindi dei giovani con un’esperienza di cittadinanza attiva, volta altresì alla sensibilizzazione delle nuove generazioni nei confronti del patrimonio artistico italiano, di cui saranno i futuri fruitori e responsabili.

Federica Trotta


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