Economia della cittadinanza attiva nell'economia della conoscenza

07.05.2015

SOMMARIO: 1. La convergenza mancata; 2. Educazione e cittadinanza attiva; 2.1. Premessa; 2.2. Il digital divide; 2.3. La dispersione scolastica.

 

Abstract

Le criticità delle politiche europee avviate all’inizio del millennio per realizzare in Europa l’economia più competitiva del mondo non sono da attribuire esclusivamente alla attuale fase recessiva, ma anche all’adozione di modelli economici di sviluppo superati. In particolare, risulta superato l’assunto che il perfezionamento del mercato unico avrebbe spinto tutte le regioni europee verso una “naturale” convergenza su livelli di benessere elevati. In questo articolo saranno brevemente trattati alcuni degli ostacoli che hanno reso impossibile e, se non rimossi, (si presume) renderanno impossibile tale convergenza. Tra questi il digital divide e la dispersione scolastica, fonti di diseguaglianza e ostacoli a una piena realizzazione dell’economia della conoscenza, nonché la rifondazione dei processi educativi di base, senza i quali non è possibile promuovere la cittadinanza attiva. Lo spunto per queste riflessioni sono state due rilevazioni empiriche, una sulla mobilità e il digital divide in quattro comunità montane del reatino e una presso una rete di scuole della periferia orientale di Napoli. La conclusione è che è semplicistico affidare valutazioni alle rilevazioni statistiche o a parametri classici di misurazione e che invece è prioritario “riportare al centro” dei nostri interessi la periferia, coinvolgendola nella rifondazione dei processi educativi che grazie alle nuove tecnologie vedono oggi aprirsi nuovi orizzonti.

di Luciano Monti


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