I “codici di settore” delle attivita’ produttive: note preliminari

17.10.2005

Con due supplementi ordinari alle Gazzette Ufficiali rispettivamente dell’8 e del 13 ottobre 2005, sono stati pubblicati il “Codice del consumo” (d.lgs 206/2005) ed il “Codice delle assicurazioni private” (d.lgs. 209/2005). Si tratta di due interventi di “riassetto normativo”, predisposti ai sensi di deleghe contenute nella legge 229/03 – legge di semplificazione per il 2001.
Questa ha disciplinato un nuovo strumento di razionalizzazione delle disposizioni vigenti in determinate materie, i cosiddetti “codici di settore”, aventi la natura giuridica di decreti legislativi, che si caratterizzano rispetto ai precedenti “testi unici misti” per la possibilità di modificare più ampiamente la legislazione previgente.
I due codici (emanati rispettivamente ai sensi dell’art. 7 e dell’art. 4 della l. 229/2003) vanno ad aggiungersi al d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, recante il “Codice della proprietà industriale”, anch’esso predisposto, secondo le indicazioni ricevute dal Consiglio di Stato, “ai sensi” del nuovo art. 20 della l. 59/97.
I tre interventi sono stati elaborati dal Ministero delle attività produttive, che si è allo scopo avvalso di commissioni di esperti. Ciò anche in conseguenza del maggiore ruolo nell’attivit di semplificazione normativa e procedurale riconosciuto alle amministrazioni di settore dalla legge 229/03.
Nell’articolo proposto si esamineranno, brevemente, i contenuti dei tre decreti legislativi e, soprattutto, si approfondiranno i profili connessi alle finalità di “codificazione” e semplificazione procedurale. Si evidenzieranno, inoltre, le principali innovazioni introdotte negli ordinamenti di settore (si pensi, in primo luogo, all’ “indennizzo diretto” disciplinato dal Codice delle assicurazioni).
Infine, si segnaleranno le problematicità ed i limiti che i tre articolati sembrano presentare, anche in funzione di successivi interventi correttivi.

di Giovanni Savini


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